Luca Ammirati: “Se i pesci guardassero le stelle”

Sanremo. Samuele Serra ha trent’anni, tondi tondi.
“Ecco, non arriverei primo a un concorso di bellezza, e probabilmente neanche nella top ten. Sono goffo e non ho uno sguardo folgorante, però ho un sorriso tenero, il che è pur sempre un inizio. Una matassa di capelli castano chiaro perennemente ribelli e spettinati, gli occhi scuri, il naso piccolo e un po’ schiacciato, una cicatrice sotto il mento – una brutta caduta con la bici quando avevo quattordici anni – facilmente mimetizzata con un filo di barba che cresce e si accorcia in base al mio discontinuo rapporto con il rasoio elettrico”.
Samnuele Serra ha trent’anni e una passione grande, grandissima per le stelle. Ha a casa a un pesciolino rosso di nome Galileo; Leo per gli amici.
“Di notte sono un astrofilo, di giorno invece faccio il reporter per una testata locale, curo le pagine di cultura, eventi e spettacoli. Leo è un ottimo coinquilino, se ne sta lì buono buono e ascolta con pazienza. Gli bastano pochi gesti per farsi capire. Ho il sospetto che sia incredibilmente saggio. Del resto, con il nome che porta…”.

Quando non è in redazione a fare il suo dovere, cercando di rimanere nelle grazie del direttore Berti, che fatica a stare al passo con i tempi, odia i computer, indossa un orologio per polso e ritiene – con grande amarezza – che non ci sia più il buon, caro giornalismo di una volta; Samuele trascorre gran parte del proprio tempo all’Osservatorio Cassini di Perinaldo.
“Io, insieme a Pierluigi e Cecilia, due contadini sessantenni originari del paese, ne curo le sorti da quasi cinque anni. Divulgazione scientifica, cultura e intrattenimento… pregando che il cielo non sia coperto. Questo è il nostro motto”.
E’ lì, proprio all’Osservatorio, che è molto più di una seconda casa, che incontra Emma. Nella notte più magica di tutte. Con stelle cadenti e lucciole a creare l’atmosfera, convinto che l’universo intero stia cercando di mandargli un messaggio.
“Avverto una sensazione potente e sconosciuta. Questa è la volta buona. Al diavolo tutte le delusioni, le porte sbattute in faccia, gli amori passeggeri”.
Peccato che, per quanto creativa possa essere la mente, capiti di rado che le cose vadano proprio nella maniera in cui si sono immaginate.
E’ la mattina dell’11 agosto. “L’appartamento è immerso nel silenzio. E’ una sensazione piacevole, starsene a sbadigliare e a stiracchiarsi in questo stato di semicoscienza. Mi sembra di essere in vacanza, quando sei già sveglio ma sai che puoi restare a letto quanto vuoi e alzarti con calma perché nessuno ti rincorre.”
Pace e tranquillità, le parole d’ordine di una buona giornata. Fino a che…
Oddio, Emma!
Il pensiero è come una fucilata.

Luca Ammirati. “Se i pesci guardassero le stelle”…

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Buona Lettura! A presto.