Ma Gesù è veramente nato il 25 Dicembre?

Già prima della nascita di Gesù gli antichi uomini festeggiavano il sorgere del sole il 25 Dicembre perché in questo giorno avviene un fenomeno astronomico molto importante. In pratica, durante il corso dell’anno il Sole sorge perfettamente a est durante gli equinozi; ma solo nella data tra il 21 e il 22 dicembre, quando si verifica il solstizio di inverno, sorge a sud-est. Questo significa che ogni giorno il Sole sorge in un punto leggermente diverso dal giorno prima; ma per tre giorni, proprio a partire dal 21 dicembre, sorge sempre nello stesso punto. Poi, tra il 24 e il 25 Dicembre riprenderà a muoversi di nuovo verso nord-est. La data del solstizio d’inverno, anche millenni prima della nascita di Gesù, ha sempre catturato l’attenzione degli uomini antichi perché riguarda il giorno in cui le ore di buio sono di più di quelle di luce (nell’emisfero sud invece accade il contrario).

Ma dal 25 dicembre, invece, piano piano le ore di luce diventeranno sempre di più sino a toccare il culmine sei mesi dopo. Gli antichi hanno sempre tenuto conto della data del 25 Dicembre perché il Sole riprende il suo cammino verso est, indice del fatto che le giornate si allungheranno sempre di più e le ore di buio diminuiranno. Ciò era visto come il segno che la vita trionfa sulla morte così come la luce trionfa sulle tenebre. Ebbene, quel giorno fu denominato “del Sol Invictus” (sole invincibile) e venne utilizzato come data di nascita delle principali divinità: ogni popolo susseguitosi nel corso dei millenni ha associato la data del 25 Dicembre alla nascita del suo dio.

I festeggiamenti pagani del sol invictus difficilmente sarebbero stati sradicati dalla cultura di quei popoli millenari; e perciò nello stesso periodo in cui si adorava il dio Mithras, i primi Cristiani fecero una sostituzione inserendo il nome di Gesù al posto di quell’altro. Dunque, la data del 25 Dicembre sarebbe un semplice adattamento strategico che nel 330 d.C. Costantino adottò per convertire i pagani al cristianesimo senza però sconvolgere le loro abitudini festive. Tant’è che Papa Leone I, nel sermone tenuto nel Natale del 460 d.C. disse: “È così tanto stimata questa religione del Sole, che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei”.

Anche se ciò è vero, secondo il Prof. Shemarjahu Talmon dell’Università Ebraica di Gerusalemme, Gesù potrebbe essere nato per davvero alla fine di Dicembre. Il professore è giunto a questa conclusione confrontando il vangelo di Luca con il “Libro dei Giubilei” ritrovato fra i Rotoli del Mar Morto.

Dall’analisi del Vangelo di Luca, infatti, si evince che Zaccaria ed Elisabetta, zii di Gesù, concepirono alla fine di settembre e che l’annunciazione dell’arcangelo Gabriele alla madonna, circa l’immacolata concezione, avvenne sei mesi dopo questo episodio, cioè a Marzo. Contando nove mesi arriveremmo a Dicembre.

Ciò coincide, in effetti, anche con le ricerche di Keplero quando affermò che attorno al 7 Dicembre a. C. avvenne l’esplosione di una supernova, che per la tradizione cristiana potrebbe essere la famosa cometa avvistata dai Re Magi. Naturalmente si tratta di ipotesi affascinanti e un punto definitivo su questa storia non è ancora stato messo da nessuno.

Da questo resoconto impariamo che c’è stato un tempo in cui fede, astronomia e astrologia erano le facce della stessa medaglia tant’è che ancora oggi festeggiamo eventi di natura astronomica, di rilevanza astrologica, e assorbiti dalle religioni. Un esempio è la Pasqua, che capita nella domenica subito dopo la prima Luna piena di primavera: elementi della natura sono utilizzati per l’aggregazione sociale, per la condivisione di ideali, per la costruzione di uno spazio sacro interiore ed esteriore. Ma di questo ne parlerò in un prossimo articolo…

Giuseppe Galeota Al Rami, dottore in scienze e tecniche psicologiche.

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