Parliamo di Libri: “La musica fa crescere i pomodori”

Quando le parole di un libro incontrano la magia della musica. Quando la magia della musica viene raccontata; attraverso le parole di un libro.

Musica e Parole. Parole e Musica. Un connubio perfetto, per questa rubrica. Un connubio perfetto, per me.

Entrare a far parte del meraviglioso Staff di #LimiteSintonia mi ha portato a ripensare ai libri letti. A quelli di cui potrei parlarvi, a quelli che – in un modo, o nell’altro – sono riusciti a entrarmi nel cuore.

È stata una settimana di riflessioni, in merito, che ha saputo regalarmi una rilettura speciale.

Il più delle volte, quando si termina di leggere un libro, lo si fa con la consapevolezza di non aprirlo più. Lo si ripone in libreria e si passa ad altro, proseguendo lungo quella strada ricca di nuovi incontri e di nuove conoscenze, che è la vita esaltante di ogni lettore.

Ci sono libri speciali, però, che sanno continuare a camminare insieme a noi, magari superandoci, magari rimanendo a guardarci da lontano per un po’, mentre ci approcciamo ad altri mondi di pagine. Non ci perdono mai di vista, per poi farsi trovare di nuovo accanto a noi, con l’intenzione di tornare nuovamente utili. Con la convinzione di poter essere ancora attraenti. Con la determinazione forte per convincerci che – se ne vale la pena – un lettore può ignorare il fatto di essere già passato per l’ultimo punto di un libro e… ripartire dalla prima pagina.

Il libro speciale di cui voglio parlarvi è stato un ritorno, grazie alla novità speciale che è questa rubrica.

Grazie a #LimiteSintonia, che… è passione per la musica; in tutte le sue espressioni. È divulgazione di parole; per più e più argomenti.

Alla luce fioca dell’abatjour sul comodino, come anche è successo la prima volta che l’ho stretto tra le mani, mi sono lasciata attrarre dalle parole sul retro di copertina.

“La musica ha la capacità di entrare nel fondo di noi”.

La storia è un viaggio, nel vero senso della parola.

L’autore ha il volto sorridente e amatissimo del direttore d’orchestra Peppe Vessicchio.

Si parte dall’inizio che, come spesso accade, è un inizio legato all’età giovanile.

“Io di qua, lei di là. Quando ci siamo conosciuti, fra me e la musica c’erano una porta chiusa, una maniglia e una serratura”.

Grazie all’abilità dell’amico Angelo Carotenuto, giornalista e scrittore, Vessicchio comincia a raccontare così di quando aveva solo undici anni. Di quando rimaneva fuori la porta della camera del fratello maggiore ad ascoltare, per farsi rapire dalle note di una chitarra.

“Uno strumento serve a tenerti compagnia. Non ti lascia, non ti tradisce, non ti abbandona. Riempie i buchi che all’improvviso scopri di avere”.

Passati i primi battiti di cuore esaltati, c’è la necessità di scontrarsi con la realtà quotidiana.

Anche se uno strumento non abbandona, potrebbe non essere ciò che è in grado di portare il pane in tavola.

“Già siamo in un mare di precarietà – fu il ragionamento di mio padre – se rinunci al liceo e ti iscrivi in un posto dove non prendi nemmeno un diploma, secondo me fai una sciocchezza”.

Il posto in questione è il Conservatorio. Quello che è necessario fare, per continuare a dare forza ad un sogno, è comportarsi come – si era saputo – facevano già in altri Paesi.

“Se davvero ti piace, esiste la possibilità di fare tutte e due le cose insieme”.

C’è bellezza assoluta e assoluta forza, nel leggere certe parole.

“Al conservatorio potevo andarci solo di pomeriggio, e neppure tutti i giorni. Mi piaceva che all’ingresso, una volta superata la soglia del portone, si sentisse quell’impasto di scale di pianoforte, flauti nell’aria, squilli di tromba. Un meraviglioso disordine in armonia. Stavo apprendendo il linguaggio della musica attraverso un solo strumento, ma la sua espressione massima era lì davanti a me, quando tutti suonavano insieme. Fu la prima volta in cui intuii che non mi sarei fermato alla conoscenza del pianoforte o della chitarra. Io volevo entrare dentro il cuore della musica, volevo impadronirmi di tutti i suoi timbri differenti”.

Il cuore della musica è l’ambientazione di questo libro che, come fosse un romanzo, sa raccontare una bellissima storia d’amore.

Le pagine parlano di giornate piene di scoperte e ricche di esperienze. C’è la vita nota dell’Autore, con le partecipazioni a Sanremo, le molte collaborazioni, la scuola di Amici e non solo. È bello, però, trovare soprattutto i “dietro le quinte”, le emozioni profonde, i pensieri, che sono l’essenza di ogni talento. Quell’esigenza, improvvisa ed imprescindibile, di non spendere tutto il proprio tempo dietro a ciò che – ormai – suonava come una certezza.

“Ero immerso nei talent e negli altri programmi tv. Andava tutto benissimo, eppure mi accorgevo che qualcosa stava sfuggendo. Smaniavo. Sentivo che mi ero chiuso una strada. Mi stavo precludendo la via della ricerca- […] Dovevo riprendere a studiare. Dovevo riprendere contatto con certe conoscenze a cui dentro di me avevo fatto l’anestesia”.

Vessicchio parla con ritrovato entusiasmo del suo ritorno agli studi, delle tante letture di approfondimento, di quella notizia che l’ha costretto ad una lunga riflessione, per portarlo ad una bella scoperta.

“Le vacche del Wisconsin producevano più latte ascoltando Mozart”.

È l’inizio degli esperimenti sulle piante. È riuscire a scoprire che, per dirla con le parole del titolo, La musica fa crescere i pomodori. È FREMAN (frequenza e musica armonico-naturale); il nome studiato per indicare quella ricerca condotta insieme a Gianluca Rosafio, all’interno delle sue serre a Copertino; in Puglia. È un marchio creato per indicare quei prodotti che nascevano e crescevano grazie a “non-trattamenti convenzionali”.

Peppe Vessicchio riesce a convincersi e a convincere del fatto che: “La musica può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo”.

I risultati sono ciò che non ci si aspetterebbe.

I risultati sono un invito a sperimentare anche su di noi.

I risultati sono gli effetti strabilianti e positivi della musica.

Al prossimo articolo, con un caro saluto e l’augurio di trascorrere una buona domenica.

Vi lascio i miei link: https://linktr.ee/eli_vag