Zenzero, ginger e dignità

Lo zenzero ha le proprietà di migliorare i sintomi della nausea, favorisce la digestione ed è praticamete un antidolorifico naturale.

Il Ginger invece è una bevanda analcolica a base di zenzero servita come aperitivo.

Perché ne parlo? Perché sul web è facile nausearsi e farsi venire i crampi allo stomaco. 

Un bel gingerello, non credo possa servire, ma è il pretesto per parlare di questo argomento.

Ora, ho già parlato della deumanizzazione sul web. Ho spiegato pure che siccome ci si nasconde con un nikname è assai facile tirare fuori tutto il veleno che si ha dentro. 

Dunque si assiste a veri e propri fenomeni di aggressività mascherata. 

Di che si tratta? L’aggressività non è solo alzare la voce o esercitare un potere fisico coercitivo. L’aggressività è mascherata quando è fatta di:

-bugie e insinuazioni per screditare una persona;

-di offese e giudizi sprezzanti;

-di affermazioni che servono per mettere in ridicolo e denigrare pubblicamete una persona;

– di manipolazioni per plagiare gli altri, magari facendo buon viso a cattivo gioco in maniera subdola. 

Sul web si possono fare tutte queste cose con la scusa della libertà d’espressione e di critica. Se poi c’è anche un gruppo, un “branco” che sostiene questi comportamenti, ecco che si verificano i fenomeni di esclusione ed emarginazione. 

In questo modo, mentre la cattiveria si autoalimenta a ogni commento, la società ci insegna che siamo lupi tra i lupi e che occorre difendersi facendosi scivolare le cose di dosso. 

E se invece si reagisce è ancora peggio: il branco attua tutte le dinamiche necessarie per demolire psicologicamente il malcapitato. 

Il fatto è che ogni gruppo è fatto di gente che è contemporaneamente accusatore e pubblico ministero.

In pratica, le stesse persone che dovrebbero moderare e favorire la civile convinvenza, spesso finiscono per applicare le loro personalissime regole di valutazione alimentando le ingiustizie e i risentimenti. 

Come a dire che in una classe, il professore non solo gode quando un alunno offende l’altro; ma si permette pure di bacchettare chi reagisce, perché si creano quelle simpatie che spingono a difendersi anche quando si ha torto. 

Mi è capitato di assistere a casi in cui anzicché ammonire i provocatori si diceva alla vittima che non avrebbe dovuto reagire. Come a dire che siamo in una società in cui animali impazziti, inferociti, gente che sospetta del prossimo, che trama nell’ombra, che ha una mente maligna, può fare ciò che gli pare e che dobbiamo essere noi e soltanto noi a imparare a difenderci. 

In realtà tutta la vita è una scuola, tutti i luoghi del web dovrebbero essere un luogo sicuro perché non dovrebbe essere necessario difindersi e reagire. Ovviamente è utopia; ma ciò che fa di ognuno di noi una persona con dignità è questa capacità di risolvere a monte qualsiasi possibile conflitto, semplicemente evitando di pensare male del prossimo.